Fausto Melotti: “Grafiche, incisioni, sculture”

La Sala Lucio Fontana a Comabbio ha chiuso la stagione 2016 con una mostra di Fausto Melotti.

Il grande artista fu amico di Lucio Fontana con il quale condivise per un certo periodo lo studio di Milano.

Fausto Melotti dopo aver studiato ingegneria elettrotecnica e musica, si è dedicato alla storia dell’arte frequentando corsi a Firenze, a Torino: a Milano segue le lezioni accademiche di Adolfo Wildt, insieme a Lucio Fontana, anche lui discepolo di Wildt.

Per queste motivazioni abbiamo proposto alla Fondazione Fausto Melotti di allestire una mostra a Comabbio dove Lucio Fontana ha vissuto e lavorato nella casa ancora esistente ed a Comabbio si spense nel 1968. 

La mostra, promossa dall’Amministrazione e allestita, in collaborazione con la Fondazione Fausto Melotti, da Massimo Cassani,  che ha curato l’edizione del catalogo, propone:

In catalogo:  testi di Fausto Melotti, Paolo Campiglio, Sergio Risaliti.

Profilo biografico di Fausto Melotti, testo di Giovanni Marzani.

Otto piccole acqueforti – 1969

–  La danza – 1971

Canone variato – 1972

Canone variato – 1973 

Piccolo alfabeto per Cristina – 1974 (dodici acqueforti b/n)

Alfabeto di Lina – 1974 (ventitré acqueforti b/n)

Linee – 1975 (nove acqueforti a colori)

Linee – secondo quaderno – 1978 (sei acqueforti a colori)

Scultura A (I pendoli) 

…La grafica, il libro, dunque, rappresentano per il maestro una felice avventura interiore, un percorso intrapreso con la curiosità di imparare, come un eterno apprendista ‘stregone’ . L’ideazione e la realizzazione di libri d’artista, tuttavia, non è scelta casuale e improvvisa, anche se motivata da una passione che ha trovato sbocco solo negli ultimi due decenni della sua vicenda creativa, poichè i presupposti vanno cercati all’interno dell’universo melottiano, nel suo amore d’antica data per la poesia e per i libri, che lo hanno comunato prima a Giovanni Scheiwiller poi al figlio Vanni, ma soprattutto nella lenta appropriazione dell’universo espressivo dell’arte a stampa, a partire dal 1970…

…Ed è proprio nel 1970 che Melotti, forse gratificato da una rinata attenzione da parte della critica alla dimensione del disegno, ma certamente motivato da una intima spinta a rielaborare e recuperare temi, idee mai sopite nella sedimentazione occulta del proprio immaginario creativo, si avvicina all’arte a stampa…

…La presentazione delle prime cartelle di grafica, realizzate tra il 1970 e 1971, avviene in occasione della antologica di Dortmund del 1971, la prima mostra in un grande museo, dove accanto alle sculture e ai disegni, una sezione è dedicata all’incisione…

(Paolo Campiglio, tratto dal saggio La grafica e i libri d’artista. Note di critica pubblicato nel catalogo della mostra a cura di Alberto Fiz: Fausto Melotti. Segno, musica e poesia.)

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