Emilio Tadini

La mostra di Emilio Tadini (Milano, 1927-2002), allestita nella Sala Lucio Fontana a Comabbio e terminata il 30 luglio 2017, presenta un excursus dell’artista milanese attraverso un nucleo di oltre trenta opere tra acrilici su tela, disegni e serigrafie eseguiti tra gli ultimi anni Sessanta e i primi anni Novanta.

Distintosi subito tra le voci più vive e originali nel dibattito culturale del secondo dopoguerra, Emilio Tadini, sin dagli anni Cinquanta, affianca al lavoro critico e letterario la pratica della pittura che sviluppa per grandi cicli.

Le opere in mostra ne documentano alcuni, tra cui: Color & Co., Archeologia, Paesaggio di Malevič, Viaggio in Italia, Museo dell’uomo, Le mani di Renoir, Profughi, Oltremare, Città italiane, Le bal des philosophes.

In ciascuno di questi lavori, tutti popolati da un clima surreale, confluiscono elementi letterari, onirici, personaggi e oggetti quotidiani, spesso frammentari, dove le leggi di spazio e tempo e quelle della gravità sono totalmente annullate. Tadini dipinge come se scrivesse un romanzo, come se raccontasse una storia, talvolta inserendo nei dipinti singole parole e frasi, trattandole come fossero immagini.

La selezione di opere in mostra permette di farsi un’idea della sua evoluzione stilistica, passata dalla figurazione ‘fredda’ dei primi anni, il più possibile vicina all’astrazione, a quadri affollati di personaggi dai colori brillanti e vivaci.

Numerose sono le esposizioni personali dell’artista tenutesi in Italia e all’estero in prestigiose sedi pubbliche e private. Le sue opere figurano in importanti collezioni, tra cui quella della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, del Museo del Novecento di Milano, del Centro Studi e Archivio della Comunicazione CSAC di Parma.

Il catalogo realizzato per l’occasione include un ricordo di Giorgio Marconi, con il quale Emilio Tadini ha lavorato sin dagli anni Sessanta, e le riproduzioni a colori di tutte le opere in mostra.

L’esposizione, promossa dall’Amministrazione comunale con allestimento di Massimo Cassani che ha curato anche l’edizione del catalogo, è stata organizzata con la collaborazione della Fondazione Marconi di Milano.

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