Antonio Paradiso “La pietra, il volo, il toro Pinco, le putrelle resti delle Twin Towers”

La mostra di Antonio Paradiso, allestita nella Sala Lucio Fontana a Comabbio che si è conclusa il giorno 29 ottobre 2017, presenta un excursus dell’artista attraverso un nucleo di oltre trenta opere tra sculture in pietra e in acciaio con disegni preparatori de “L’ultima cena globalizzata” e dell’“Ascensione” realizzate con i resti delle putrelle provenienti dalle Twin Towers.

Antonio Paradiso (Santeramo, Bari, 1936), vive e lavora tra Milano e Matera.

Ha studiato scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano con Marino Marini.

Scultore,  pittore e video maker, la sua ricerca si è rivolta principalmente all’uomo, al suo passato: ha studiato riti e religioni del passato, viaggiando nel deserto del Sahara e nell’Africa tropicale, unendo un approccio scientifico alla sua arte antropologica.

Il suo lavoro prende in considerazione temi legati alla natura, come i numerosi studi e opere sugli uccelli e sul volo. Sul volo dei colombi, che occupa una importante parte della sua produzione artistica:

Ho condotto tanti studi sul volo dei colombi e sul segreto del loro orientamento su lunghe distanze. Le teorie finora elaborate ipotizzano che si orientino con l’olfatto o attraverso una bussola biologica posta tra il becco e il cervello. Io ho formulato un’altra teoria che può essere anche sbagliata ma io credo che il mistero della navigazione del colombo sia l’amore, quindi Dio.”

Nel 1978 ha partecipato alla Biennale d’arte di Venezia con una installazione che fece molto scalpore: un toro (Pinco) che montava una mucca meccanica (Pallina).

Nel 2000 ha creato il Parco Scultura La Palomba a Matera, un sito archeologico ex cava di tufo all’interno del Parco Regionale della Murgia, con installazioni e opere di Paradiso e di altri artisti (Nagasawa, Carrino, Mainolfi, Mattiacci, Spagnulo, Staccioli, Trotta).

Nel 2011 allestisce a Palazzo Reale a Milano l’opera “L’ultima cena globalizzata” realizzata con le putrelle contorte e bruciate, resti delle Twin Towers.  Alla presentazione dell’opera, rivolgendo un pensiero alle vittime della tragedia di New York, Paradiso disse:

“… Ultima cena del 2000: non un Cristo morto, ma tremila cristi morti e quindi non ci sono 12 Apostoli, ma gli Apostoli possono essere 1000 o 100 o 12 o 5…”

Ha esposto in numerose sedi in Italia e all’estero, tra i quali i Musei d’Arte Moderna di Dortmund, Helsinki,Colonia, Los Angeles, Belgrado.

Hanno scritto di lui: Dino Buzzati, Luciano Caramel, Arturo Schwarz, Enrico Crispolti, Flavio Caroli, Emilio Isgrò, Pierre Restany, Luciano Inga-Pin, Achille Bonito Oliva, Anna d’Elia, Germano Celant, Renato Barilli, Pier Luigi Tazzi.

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