Dadamaino “Oltre la problematica pittorica”

La Sala Fontana a Comabbio ha ospitato, dal 19 al 27 maggio 2018, una antologica dedicata a Emilia “Eduarda” Maino in arte Dadamaino (Milano 1930 – 2004).

Come ebbe a scrivere lei stessa, Dadamaino fu come “folgorata sulla via di Damasco” dalla visione e dalla conoscenza dell’opera di Lucio Fontana che influenzò dalla fine degli anni ’50 in poi la sua ricerca e la sua opera come pure quella di tutta la sua generazione, giovani artisti che cercavano nuovi linguaggi espressivi abbandonando i canoni della pittura “classica”. Il titolo stesso della mostra nasce dalla presentazione che Piero Manzoni, grande amico di Dada, fece in occasione della mostra che lei  tenne nel maggio ’61 presso la sede del Gruppo N a Padova: …Dada Maino ha superato la problematica pittorica: altre misure informano la sua opera: i suoi quadri sono bandiere di un nuovo mondo: non si accontentano di “dire diversamente”:  dicono cose nuove…

Così scriveva nel 1961 uno dei più grandi innovatori del ‘900. E Dada era appena agli inizi della sua carriera, dopo aver abbandonato la pittura figurativa prima e informale poi per entrare nel percorso della sperimentazione più rigorosa e autonoma, dai Volumi ai Moduli Sfasati attraverso le opere optical, la Ricerca del Colore sino al nuovo segno degli Inconsci Razionali, gli Alfabeti della Mente, gli Interludi e le Costellazioni per giungere infine ai Movimenti delle Cose che così profondamente segnarono la sua ricerca sino alla morte che sola interruppe il suo inesausto percorso.

La mostra presenta un excursus necessariamente conciso della sua opera ma completo ed esaustivo per la qualità dei lavori e della documentazione raccolta. Un omaggio doveroso a una”allieva” di Lucio Fontana, una donna coraggiosa e indomita dalla carriera scevra di compromessi che la inserisce a pieno titolo nella Hall of Fame delle grandi donne dell’arte del ‘900, e non solo.

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