Marina Falco: “Il tempo dell’acqua”

Marina Falco: "Il tempo dell’acqua"

Si è conclusa il 1 maggio nella sala Lucio Fontana la personale di Marina Falco: Il tempo dell’acqua, che raccoglie i lavori dell’ultimo quinquennio.

Una immersione artisticamente totale nella natura, anzi nelle nature, che ha portato l’artista a realizzare cicli quali Lago, Isole, Marcite, Riflessi fino all’olio su tela Nemus. Con una varietà tecnica oggi non facilmente riscontrabile in una mostra ma qui presente nei 28 dipinti (olii su tela tra cui tre telarazzo) e nel corpus scelto di 15 disegni.

Dal testo in catalogo di Felice Bonalumi:

“Il tempo dell’acqua, titolo della mostra, si può considerare un ossimoro. Perché l’acqua, a livello simbolico, rappresenta la luna con il suo dualismo, faccia illuminata – faccia nascosta, e il contrasto latente chiama in causa sentimenti, emozioni e legami. Come simbolo l’acqua è eterna, sta fuori dal tempo o, meglio, è prima del tempo e infatti per gli antichi è all’origine di tutti gli esseri viventi (Oceano padre degli dei). Cioè della vita, quindi del bene ed el male e allora l’acqua è anche distruzione e morte, vale a dire il lato oscuro della personalità. La parola da spiegare è allora tempo perché l’eternità, in quanto ex-ternum, fuori dalla triade temporale passato-presente-futuro, può essere scalfita solo dal lavoro di chi, ed è l’artista, non accetta la linearità logica…”.

Mostra promossa dall’Associazione culturale Il borgo di Lucio Fontana con allestimento di Massimo Cassani che ha curato anche l’edizione del catalogo.